No Poo, lavare i capelli senza shampoo

di Sara M. 3

Schiuma shampoo
Parlando di cura dei capelli e di lavaggio la prima cosa di cui pensiamo di doverci preoccupare è la scelta dello shampoo a meno che non si aderisca a quello che sta diventando un vero e proprio movimento e che è stato ribattezzato No Poo, dall’abbreviazione di No Shampoo. Non si usa infatti alcun prodotto industriale qual è lo shampoo come lo conosciamo oggi e come si è diffuso a partire dagli anni Settanta in avanti.

Si tratta di un metodo di lavaggio dei capelli che esclude l’uso di sostanze sintetiche di derivazione chimica, che sono troppo spesso farcite di solfati, siliconi, oli minerali, che hanno dimostrato di agire sul capello secondo processi che non sempre fanno male, ma che alterano la naturalità del capello stesso. I siliconi, per esempio, creano un film intorno al fusto rendendolo in apparenza più liscio, lucido, sano. Ma si tratta di semplice apparenza, appunto, perché a lungo andare il capello ne risulta soffocato e l’idratazione non può penetrarvi. Il risultato è ritrovarsi con capelli a tendenza secca.

Quanto ai solfati, invece, necessari per rimuovere la patina oleosa provocata da oli minerali e siliconi e contenuti negli shampoo e in molti prodotti per lo styling, sono troppo aggressivi e agiscono sgrassando eccessivamente i capelli e il cuoio capelluto. Ne deriva un effetto rebound della cute, che per supplire alla mancanza di grassi naturali che proteggono la superficie della pelle e dei capelli risponde con un eccesso di produzione di sebo. È questa la ragione per cui più spesso laviamo i capelli e più di frequente ci sembra di avere la necessità di ripetere lo shampoo.

Certo non è facile aderire senza farsi qualche domanda a questo metodo di lavaggio che si serve solo di acqua ed eventualmente di una soluzione di bicarbonato e aceto di mele con l’aggiunta di un poco di miele o di qualche olio naturale. Chi lo ha provato testimonia le iniziali difficoltà nel convivere con i capelli irrimediabilmente ingrassati, sporchi, unticci dopo la prima settimana. Resistendo a questa prima fase all’impulso di correre in bagno e cavarsi d’impiccio si otterranno capelli più sani e naturalmente lucidi e puliti. Si potrà provare a sperimentare qualche acconciatura raccolta che mascheri l’effetto sgradevole dei primi giorni.

L’alternativa al lavaggio con sola acqua e soluzione all’aceto è quella di optare per il cowash, servendosi del solo balsamo che ha una quantità di tensioattivi inferiore allo shampoo e dunque un’azione più delicata. La sera poi i capelli vanno pettinati con cura con una spazzola con setole morbide per redistribuire il sebo naturale sulle lunghezze. Se volete provarci, lavate i capelli, evitate di appesantirli con i prodotti per lo styling selvaggio che avete usato fino ad ora e restate connesse. Se supererete i primi giorni di astensione vi proporremo la ricetta per preparare da sole il vostro shampoo non-shampoo.

Photo Credit | Gumdropgas su Flickr

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