Olio monoi: come si usa

di Sara M. Commenta

Si fa presto ad avvertire nell’aria l’estate persino nel cuore dell’inverno se solo si sparge un sentore di olio monoi nell’aria: è il profumo della Polinesia, dei fiori di tiarè, in definitiva di quel sapore esotico di vacanze in terre lontane che fanno sognare ad occhi aperti. Anzi chiusi, annusando le note calde e sensuali del monoi. Per me non è più possibile affrontare l’estate senza un flacone di olio al monoi, di cui sono diventata davvero dipendente. I suoi usi sono molteplici e se solo ci si lascia stregare dal suo profumo nessuno sa più farne a meno.

Il suo primo uso, quello tradizionale, è dedicato ai capelli. Le donne polinesiane se ne servono per rendere le loro lunghe chiome lucenti e setose, profumandole e nel contempo proteggendole. È un uso che possiamo adottare anche noi, sia in spiaggia, per proteggere i capelli dall’azione di sale, sole e vento, sia a casa dopo lo shampoo, usandone qualche goccia sulle punte per profumarle e proteggerle dall’azione degli agenti atmosferici di città.

Essendo a base di olio di cocco in cui si mettono a macerare i profumatissimi fiori di tiarè è un olio molto ricco e nutriente, adatto anche per il corpo. Ancora, sia in spiaggia per mantenere la pelle idratata e agevolare l’abbronzatura (ma ricordate che non sostituisce in alcun caso la protezione necessaria), come anche a casa dopo la doccia, da applicare sulla pelle umida come efficace doposole.

Si può usare anche su mani e piedi per un impacco supernutriente o per arricchire l’acqua del bagno o del pediluvio, profumandola e rendendola più ammorbidente per la pelle provata dal sole. Contiene molto tocoferolo, la celebre vitamina E, amica della pelle grazie all’azione di prevenzione dell’invecchiamento precoce.

Occhio all’INCI: sono numerosi i prodotti sul mercato che riportano sulle etichette la dicitura olio di monoi ma che poi contengono vari additivi che pregiudicano la purezza e la qualità dell’olio. Perché sia puro tra gli ingredienti dovete osservare esclusivamente cocos nucifera, cioè olio di cocco, e gardenia tahitensis, ovvero i fiori di tiarè. Ricordate che sotto i 22 gradi l’olio si solidifica assumendo un aspetto solido e biancastro. Non temete, non si è rovinato. Basterà che la temperatura salga perché torni liquido. Eventualmente, se dovete usarlo in casa e non in spiaggia e l’olio è solido, basterà metterlo sotto il getto d’acqua calda per qualche secondo.

Photo Credit | troymckaskle su Flickr

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