Extension per capelli: da dove vengono e quali sono i rischi dell’applicazione

di Anna Cantarella Commenta

Per fede o per bisogno, sono migliaia le donne indiane che ogni anno decidono di fare la “tonsura”, un taglio dei capelli devozionale. Il mondo è grande ma la globalizzazione lo ha reso piccolissimo, ecco perchè è possibile che un ciuffo di capelli, offerto in dono in un tempio indiano da una devota ragazza, arrivi in Italia per essere lavorato e trasformato in extension da esportare in tutto il mondo. Molto apprezzati anche dalle star di Hollywood, dopo un lungo viaggio i ciuffi di capelli indiani potrebbero arrivare sulla vostra testa, o perfino sulla testa di una ragazza della borghesia indiana. Il commercio dei capelli, accuratamente indagato anche da un servizio di Doc3 su Rai 3, è florido e alimenta un business che non conosce freno.

Anche solo cercando qualche informazione superficiale sul web, vi accorgerete subito che i capelli di origine indiana sono i più ricercati per le extension, anche perchè evidentemente sono reperibili a basso costo e sono di ottima struttura. E quei capelli donati al tempio, accuratamente trattati e ordinati per lunghezze e colori, vengono poi proposti a tutte le appassionate di capelli lunghi da favola.

Ma quali sono i pro e i contro di sottoporsi ad un allungamento dei capelli con le extension? Un recente articolo, pubblicato dal sito del quotidiano inglese Daily Mail, dimostra come una grande quantità di donne cominci ad avvertire una sensibile perdita dei capelli già una settimana dopo aver applicato le extension. I dermatologi inoltre sostengono che le extension, attaccate ai veri capelli con la colla, o con altri metodi di intreccio, sono in grado di creare una tensione sui follicoli nel cuoio capelluto tale da infiammarli e perfino provocare la caduta dei capelli. Il rischio è quello di incappare nell’alopecia da trazione. Senza considerare che anche se non causano la caduta, i danni invisibili sono comunque molti. A cominciare dalle lesioni al cuoio capelluto.

La nostra ricerca della bellezza e di un canone estetico confezionato per noi dalle copertine dei giornali, può spesso condurci a scelte poco oculate, che non solo sono dannose per la salute ma sfruttano un mercato sulla cui moralità si potrebbe ancora molto discutere.

 

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