Acidi di bellezza, le tipologie

di Vale Commenta

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Gli acidi di bellezza sono delle sostanze che stanno tornando in auge in cosmetica un po’ come tutte quelle tendenze anni ’90 delle quali pensavamo di esserci liberati. In questo caso però, non è un male che stiano tornando di moda.

Gli acidi di bellezza più conosciuti

Quando parliamo di acidi di bellezza ovviamente parliamo di peeling. Scopriamo insieme quali sono e come usarli. Partiamo dai più comuni e rilevanti in numero:  sono gli alfaidrossiacidi (AHA), derivati dalla frutta.  A questa “squadra” appartengono l’acido glicolico, estratto dalla canna di zucchero, l’acido malico proveniente dalla mela, quello citrico (dal limone), il mandelico ottenuto dalla mandorla amara e l’acido lattico. Si tratta di sostanze che levigano e illuminano ma dato il rischio di fotosensibilità e d’irritazione, non devono essere usati d’estate o di giorno e sfruttati su consiglio del medico. Sono perfetti per contrastare il foto invecchiamento ed eventuali segno lasciati dall’acne.

Subito dopo abbiamo i betaidrossiacidi (BHA). Di questo gruppo fa parte principalmente, per notorietà, l’acido salicilico. Sebbene presente anche in creme vendute tranquillamente per il fai da te, questo particolare acido esfoliante è quello più usato nei peeling medici superficiali. Esso viene generalmente usato in 4-5 sedute dedicate nei centri estetici. Generalmente ha l’effetto di eliminare le cellule morte, contrastare gli effetti dell’acne e ridurre il diametro dei pori dilatati dell’epidermide. Insieme all’acido lattico, all’alcol e al resorcinolo è parte della soluzione di Jessner, con la quale i medici estetici riducono o cancellano le macchie scure della pelle. Non deve essere usato d’estate perché nelle pelli più scure può portare a episodi d’iperpigmentazione.

Attenzione a quando usare questi ritrovati

Un altro gruppo importante di acidi di bellezza è quello dei poli-idrossiacidi (PHA). Vengono considerati un arma più delicata rispetto agli altri gruppi ma sono considerati tra i migliori per esfoliare la superficie della pelle. E anche per rigenerarla in modo profondo a seconda del principio attivo presente. Questa squadra di acidi di bellezza è quella che funziona in modo più delicato ma allo stesso tempo completo proprio perché le formule usate sono addizionate con ingredienti rigeneranti.di questo gruppo fanno parte l’acido lattobionico e il gluconolattone. Quest’ultimo in particolare, pur se prodotto dall’organismo tende a scemare in quantità con il tempo.

Gli acidi di bellezza possono essere un’ottima arma per curare la pelle ma bisogna fare attenzione a come usarli. Esempio: non si devono abbinare AHA con il retinolo e la vitamina C per evitare possibili irritazioni. In caso si abbia una pelle sensibile meglio puntare sul gruppo dei poli-idrossiacidi per il proprio peeling.  E se si usano gli acidi di bellezza, le protezioni solari sono obbligatorie.

 

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